La meditazione è una pratica fondamentale per ascoltarsi e ricaricare la propria energia interiore. Ma cos’è la meditazione esattamente? Diego Graziano, insegnante di yoga con 14 anni di esperienza, ci offre una panoramica approfondita su cos’è la meditazione e sui suoi benefici. Questo articolo ti aiuterà a capire di cosa si tratta e ti fornirà uno stimolo prezioso per iniziare a praticarla.
Chi è Diego Graziano e cosa fa nella vita?
Ciao Gregorio e grazie per l’invito. Principalmente sono un insegnante di yoga, ma da un annetto a questa parte mi sto dedicando anche all’insegnamento del pilates. Fino a febbraio 2020 (prima del lockdown) insegnavo parkour, la mia passione, il mio primo amore! Ho sempre amato l’acrobatica fin da ragazzino quando andavo sullo sk8 e praticavo arti marziali, poi con lo studio in conservatorio mi sono dovuto fermare. Ho ripreso, con il parkour appunto, qualche anno dopo (a 32 anni suonati). Negli anni del conservatorio ho maturato una forte spiritualità.
Mi sono convertito al cattolicesimo e nello stesso tempo ho cominciato a leggere libri sulla spiritualità orientale che mi hanno portato poi ad iniziare a praticare yoga. Così nel 2009 mi sono regalato un viaggio in India per approfondire sia lo studio dello yoga che della cultura indiana. Poi ho proseguito il mio percorso di formazione come insegnante in Italia con Yoga Alliance.

Cos’è la meditazione secondo un insegnante di yoga?
Secondo lo Yoga di Patañjāli – Yoga Sūtra cos’è la meditazione? La meditazione è uno stato, una condizione, in cui la mente è libera di muoversi ed è spinta da un flusso. In sanscrito questo flusso mentale viene chiamato Nirodha, considerato come lo stato di quiete per mente e corpo. Ovvero l’istante di vuoto fra l’impressione mentale (uno stimolo che può venire da una visualizzazione o da un oggetto sorto spontaneamente) e la volontà di sopprimerla.
Possiamo dire che la meditazione è uno stato in cui non c’è nulla di soggettivo. Nulla è soggetto alla legge e alle categorie di tempo, spazio e causalità. Quindi, è una dimensione dove non c’è né sentire ne pensare né volere e ci ricarichiamo di energia.
Stati della meditazione
La meditazione è portare lo stato di sonno profondo nello stato di veglia. Interessante sapere come alcune tecniche di Hatha Yoga (ma anche delle arti marziali o della danza e della musica indiana) aiutino ad entrare ed uscire in uno stato di Flow. Questo tipo di condizione può essere paragonata allo stato di sogno che precede lo stato di sonno profondo.
In verità sperimentiamo qualcosa del genere ogni notte quando dormiamo ed entriamo nello stato di sonno profondo, uno stato dove non c’è né coscienza né sensazione e di conseguenza memoria di nulla. Semplicemente ci ricarichiamo di energia. Pensiamo ai bambini (ma anche agli adulti) che quando stanno male, dormendo di più, guariscono nel sonno.
La meditazione come pratica per la realizzazione di se stessi
Secondo Patañjāli la meditazione è una pratica fondamentale per perseguire la Realizzazione del Sé, il fine ultimo dello yoga. L’autore ci mostra un sentiero di 8 fasi (Ashtanga) per guadagnare la realizzazione spirituale, molto difficile ma possibile per ognuno di noi.
Per comprendere meglio cos’è la meditazione possiamo parlare delle ultime 4 fasi di questo percorso, in particolare: Pratyahara, Dharana, Dhyana, Samadhi.
1) Pratyahara
In questa fase tutti i sensi non sono più rivolti all’esterno, agli stimoli ambientali o le sensazioni corporee, ma verso l’interno. Si tratta di una ritrazione dei sensi dove il focus si concentra sul ritmo del proprio respiro, favorendo una completa sensazione di interiorizzazione.
2) Dharana
Nello stadio successivo, il Dharana, raggiungiamo la concentrazione e fissiamo la mente in un unico punto, quindi un singolo oggetto, una sola idea o argomento. In questo modo tralasciamo all’esterno tutto il resto annullando ogni forma di distrazione.
3) Dhyana
Quando la concentrazione su un unico oggetto diventa profonda ed assume un’armonia naturale entriamo nella fase di Dhyana, che in sanscrito vuol dire contemplazione. Qui portiamo ininterrottamente la nostra essenza sull’oggetto meditato. In questa fase la coscienza si espande dissolvendo i confini di corpo, mente e spirito fra il meditante e l’oggetto meditato. Raggiungiamo lo stadio della meditazione profonda.
Nella fase di Dhyana, della meditazione, siamo totalmente liberi di fluttuare nella nostra interiorità. È un momento dove siamo nudi, ci spogliamo di tutte le maschere e siamo in una condizione di contemplazione.
4) Samadhi
Per molti maestri autorevoli il fine ultimo di tutto lo yoga è l’illuminazione, in sanscrito Samadhi, ovvero l’ultima fase dell’Ashtanga descritta da Patañjāli. In questa condizione il meditante assume l’essenza dell’oggetto meditato. È uno stato di estasi derivante dall’unione con l’energia della totalità. Ovvero ha costantemente accesso a quella sorgente di energia.
Di conseguenza, per un insegnante, la meditazione dovrebbe essere nello stesso tempo una pratica costante e una sorta di meta.
Da queste pochissime indicazioni si deduce già che molte tecniche che vengono chiamate meditazione, come la mindfullness ad esempio, in realtà sono un’altra cosa.
Quali sono i benefici della meditazione?
La meditazione, come abbiamo detto, è entrare in contatto con una sorgente di energia. Di per sé non ha benefici in senso stretto se non quello di ricaricarci di energia vitale.
A dare risultati benefici semmai sono le pratiche e le tecniche preparatorie alla meditazione ovvero le asana, i pranayama, le mudra, i bandha, i mantra.
Queste ultime sono tecniche operative che preparano, o dovrebbero preparare, il corpo e la mente alla meditazione. Praticare in maniera costante queste tecniche indubbiamente porta dei benefici sulla nostra vita quotidiana, soprattutto quando abbiamo uno stile di vita frenetico e stressante come nelle grandi città.
- Asana o posizioni: aiutano a mantenere il corpo sano, forte e flessibile, e di conseguenza a migliorare la nostra postura e a prevenire infortuni.
- Pranayama o tecniche di respirazione: sostengono lo sviluppo della concentrazione e il controllo della mente, delle emozioni, dei pensieri e del corpo e di conseguenza impariamo a gestire e diminuire stress e stati d’ansia.
- Le mudra, bandha e i mantra o pratiche di interiorizzazione: favoriscono il riconoscimento delle energie sottili del nostro corpo e aiutano a canalizzarle senza disperderle altrove, di conseguenza avremo una maggiore consapevolezza delle nostre energie e potenzialità.
Cosa consigli a chi vuole iniziare a praticare la meditazione?
Mi sento di dire che praticare la meditazione è più che altro un percorso, un cammino che racchiude diverse pratiche senza le quali difficilmente (non impossibile ma molto difficile) si riuscirebbe a raggiungere quello stato di illuminazione cui parlavo prima. Un percorso che consiglio a chiunque, a prescindere dall’età e dall’appartenenza culturale, perché non può che far bene all’anima!
L’unico consiglio che mi sento di dare a chi volesse intraprendere questa esperienza è quello di affidarsi ad un buon insegnante qualificato, di avere molta pazienza e non avere fretta di ottenere risultati immediati che potrebbero arrivare presto, ma spesso non accade.
Grazie Diego, per gli interessanti stimoli condivisi 🙂
Per saperne di più, puoi seguire le attività di Diego Graziano su:
Instagram: dyego_yoga
Facebook: Diego Graziano Yoga
Fonti: Yoga Integrale
